Museo di Paleontologia
Museo di Paleontologia
“Fossili: cronaca della vita sulla Terra”

Allosaurus fragilis, Morrison Formation, Utah (U.S.A.), Giurassico superiore.
Collezioni
Le collezioni del Museo sono il frutto di una serie di raccolte sul campo, acquisti, donazioni e scambi che hanno progressivamente favorito l’incremento del numero degli esemplari, attualmente di poco inferiore ai 50.000 reperti. Distribuiti in numerose collezioni, significative sia per il contenuto scientifico che per il profilo storico e museale, rappresentano un’eccellente documentazione della fauna e della flora un tempo diffusa sul pianeta e una testimonianza insostituibile per ricostruire l'evolversi della vita e le vicende geologiche della Terra.
La Collezione generale riunisce invertebrati, vertebrati e vegetali di varie località del territorio nazionale e del mondo, immessi nel patrimonio allo scopo di rendere il più completo possibile l’archivio paleontologico; le Collezioni speciali, di epoca ottocentesca, hanno grande rilevanza storico-scientifica, non solo per la perfetta conservazione degli esemplari che ne fanno parte ma specialmente in quanto documenti indispensabili per la paleontologia del territorio campano.
Curiosità
Il Museo è l’unico Museo di Paleontologia a possedere uno scheletro di dinosauro montato in sospensione su maioliche decorate di epoca settecentesca.
Storia
La storia del Museo di Paleontologia inizia nel 1932 quando le mutate esigenze didattiche e la specializzazione delle discipline naturalistiche, imposero una riorganizzazione degli studi universitari; fu istituita la cattedra di Paleontologia e, come consuetudine dell’epoca, ad essa si accompagnò la costituzione del Museo quale luogo di conservazione delle raccolte e di supporto alla didattica universitaria.
Il Museo di Paleontologia occupò prestigiosi ambienti dell'edificio dei S.S. Marcellino e Festo dove furono trasferite le Collezioni geo-paleontologiche acquistate, sin dagli inizi dell’ottocento, da eminenti studiosi quali Matteo Tondi e Arcangelo Scacchi, Direttori del Real Museo Mineralogico e da Guglielmo Guiscardi e Francesco Bassani, Direttori del Museo di Geologia.
Negli anni successivi tutti gli studiosi che, ad iniziare da Geremia D’Erasmo, primo Direttore del Museo, si avvicendarono nell’incarico, contribuirono notevolmente ad incrementare il numero dei reperti.

Coroniceras solaroide, Gran Sasso, Italia, Lias, e Archegosaurus decheni, Lebach, Germania, Permiano.
Direttore Tecnico
dr. Maria Carmela del Re
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